Gastronomia collettiva

Siaf ha maturato nel tempo una concezione nuova della ristorazione per le grandi comunità. Essa è organizzata e guidata intorno alla figura di un ristoratore come nuovo gastronomo con la consapevolezza che “mangiare è un atto agricolo”. Insieme ai contadini, a loro volta dalla sensibilità gastronomica, questo “nuovo chef” diventa protagonista della produzione del cibo, riscoprendo la dignità del proprio ruolo: quello del “cuoco gastronomo manager”. 
Per raggiungere questo obiettivo occorre superare l’incomunicabilità tra agricoltura e ristorazione, tra produttori, trasformatori e consumatori, generata dai processi di globalizzazione dell’agricoltura industriale.

Per questo, Siaf si è fatta partecipe di un processo continuo di co-produzione attraverso lo scambio di idee e contributi. Con la collaborazione del Comune di Bagno a Ripoli e della CIA, ha stretto un saldo rapporto con numerosi produttori ed agricoltori locali, che forniscono molti dei prodotti necessari alla produzione di quasi 2.000.000 di pasti annui, così come con le istituzioni e le scuole.

Questo è ciò che Siaf intende con il termine “gastronomia collettiva”, materia complessa e interdisciplinare, che ha bisogno del costante contributo di tante figure, tutte importanti e interconnesse, coinvolte in un confronto continuo dentro un sistema basato sull’economia circolare e la valorizzazione della Comunità del cibo.