Mensa slow: si può fare!

Si parla di Siaf e della mensa scolastica del comune di bagno a Ripoli sul sito di slow food.

Gli esempi virtuosi, in Italia

Mangiare per imparare, mangiare per essere consapevoli di un sistema globale che influisce sul futuro del pianeta, mangiare per stare bene con gli altri, mangiare perché è un piacere ecco, tutto questo sembra ancora un desiderio più che una realtà, ma la fotografia delle mense italiane ci presenta esempi importanti e possibili, purtroppo poco conosciuti, anche ispirati ai principi di Slow Food dove il cibo per tutti è buono, pulito, giusto a partire dalla scuola.

Ce la fate a immaginare una mensa scolastica dove i bambini sono coinvolti nelle preparazioni, dove mangiano piatti da materie prime biologiche, quando non biodinamiche, tutte provenienti dal luogo in cui vivono, dove la pasta è artigianale e prodotta  con grani tradizionale, dove viene usato l’extravergine del territorio, il pesce azzurro è stagionale e locale, i produttori coinvolti impiegano nuovo personale per garantire la qualità richiesta generando così nuovo sviluppo locale?

Toscana, Bagno a Ripoli

Svizzera? Svezia? No, Italia, Comune di Bagno a Ripoli a due passi da Firenze dove la mensa slow è così integrata nel piano formativo che i bambini vivono il momento del pasto con gioia e partecipazione perché si sentono protagonisti. E così sono gli studenti  che invogliano i genitori a preparare lo stesso menù, a pretendere la stessa qualità anche a casa, mettendo in moto un processo virtuoso che vede le famiglie rifornirsi dagli stessi produttori locali, in un mercato agricolo organizzato dalla scuola stessa.

Non si butta via niente perché il cibo è così buono, così “vissuto” dai bambini che mangiano tutto e la scuola può così esibire uno degli indici di spreco più basso d’Europa.

L’articolo sul sito di Slow Food Italia, riportato anche nell’inserto “ExtraTerrestre” de Il Manifesto il 2/7/2020